Differenze Molaggio Selettivo e Molaggio Sensoriale Dinamico

Esiste un molaggio selettivo, che denomino “classico”: esso procede avendo come guida un ideale arco di cerchio imperniato sui condili mandibolari su cui ruota la mandibola, come una porta sui cardini. Nel caso di rotazione della mandibola che manda i denti inferiori (mandibolari) in buon contatto con i denti superiori (mascellari) non si avrà nessun dislocamento della mandibola; ma se vi sono anomali contatti dentali, questi saranno capaci dall’impatto iniziale (”pre-contatto”) di far scivolare la mandibola verso una direzione di chiusura adattata purché si realizzi il maggior numero possibile di contatti tra denti inferiori e superiori. Infatti il sistema neuro muscolare cerca la massima stabilità possibile, indispensabile alla Deglutizione.

I due disegni schematici sottostanti vogliono chiarire le due situazioni diverse.

Fig A – Arco di cerchio, con denti coerenti ad esso e raggiungimento di una stabile chiusura occlusale senza deflessioni (=dislocazione).

Fig B – Arco di cerchio, con denti incoerenti ad esso: primo impatto su una singola coppia di denti (pre-contatto) che causano uno scivolamento (=dislocazione) della mandibola verso una delle quattro direzioni (avanti, dietro, sinistra, destra).

La situazione della Fig B richiede un molaggio selettivo classico. Si rimodella opportunamente il punto di pre-contatto per eliminarlo, in tal modo la mandibola non disloca più e il primo impatto corrisponde ora all’impatto di tutti i denti inferiori contro i superiori: tutte le forze di chiusura sono ben distribuite e in tale postura la mandibola risulta stabile. La Deglutizione risulta così fisiologica (salvo altre cause non dentali come, ad esempio, un frenulo sottolinguale corto).

Ecco, l’essenza teorica e schematica di un molaggio selettivo classico sarebbe tutta qui. Purtroppo nella realtà clinica le cose non sono quasi mai così semplici. Infatti avendo eliminato il PRIMO pre-contatto, si evidenzia praticamente un SECONDO pre-contatto che disloca ancora la mandibola, e poi magari un TERZO, e così via. L’abilità consiste nell’avere contemporaneamente un occhio panoramico su tutti i contatti dentali e nell’individuare le relazioni di priorità: cioè vedere che esistono potenziali pre-contatti multipli e saper decidere strategicamente su quali intervenire in dettaglio prima e su quali dopo.
Chiarito ciò si può comprendere come un molaggio selettivo classico vada eseguito – qual ora ce ne sia l’indicazione diagnostica – da chi abbia acquisito una importante competenza per studio teorico e per esperienza pratica maturata in tale metodica.

Il secondo problema, non da poco, è che il reperimento del corretto arco di cerchio ideale potrebbe non corrispondere del tutto al reale arco di cerchio. Infatti chi guida la chiusura è il Sistema Neuro-Muscolare, e la mano del dentista non può pretendere di supplirlo in toto: le visioni teoriche sono ben codificate, ma la realtà non sta in un libro.

Il molaggio selettivo classico ha per scopo quello di consentire alla mandibola di “tornare a riposare” in una occlusione statica confortevole: quella necessaria alla Deglutizione.