Quando ti guido con la sola parola

E’ orami passato un bel po’ di tempo dalla nascita della Fisica Quantistica; che è oramai una parte imprescindibile della scienza moderna.
In essa si è tra l’altro dimostrato che non esiste osservazione nella quale l’osservatore non influenzi il sistema che sta osservando.
E’ bene tenere presente e riportare questo concetto anche alla Medicina e all’Odontoiatria.
Posto allora che lo gnatologo, nell’eseguire un Molaggio Sensoriale Dinamico, non può per definizione essere “oggettivo”, ossia non può essere completamente esterno a quanto sta facendo, è però importante che tenti continuamente di influenzare il meno possibile le percezioni e la motricità del paziente per lasciare a lui la massima libertà possibile, nelle sue condizioni date. Quanto appena detto si concretizza, nel mio modo di condurre un Molaggio Sensoriale Dinamico, nel guidare i movimenti della mandibola e dei denti del paziente ESCLUSIVAMENTE con richieste verbali: la mia mano non indirizza mai e tanto meno “forza” i movimenti del paziente, ma “semplicemente” con le parole chiedo dei movimenti e li osservo, facendo le opportune deduzioni su come devo proseguire l’opera.
Per lo stesso concetto di metodo, i ritocchi che opero sui denti sono delle pennellate assai delicate, Questa delicatezza non ha solo il significato di un atteggiamento di rispetto umano verso il paziente in quanto essere vivente, cioè di un “sistema” estremamente complesso, ma ha una funzione molto tecnica che traduco così: meno disturbo il paziente con le mie manovre, più egli conserva la spontaneità delle sue risposte motorie alle nuove sensazioni che vive nel prosieguo del Molaggio Sensoriale Dinamico. I frequentissimi sciacqui che invito il paziente a fare, rientrano nella stessa logica del metodo: sono tutti momenti di riposo e rilassamento muscolare che l’apparato della bocca ha il “diritto” di ricevere. E lo sciacquo rimuove le polveri che la turbina crea, rinnovando buone possibilità di tutte le percezioni: non solo provenienti dai denti, ma anche quelle provenienti dalle mucose delle guance e delle labbra, dalle gengive attorno ai denti, dalla lingua e dal palato.
Tutti questi segnali neurologici operano senza sosta in modo complesso e integrato: e io cerco di assecondarlo nel miglior modo possibile, allentando al massimo la “invadenza” di tuttle manovre che vado a compiere per ristabilire una buona funzione di degluitizione e di masticazione.